Crazy mad 

Capita a volte di incontrare persone che sembrano ok, poi però emerge un aspetto inaspettatamente inquietante. 

Parlo di quelle persone, temo spesso donne (forse perché  sono mancanti per definizione), che rincorrono certa conoscenza tutta la vita, senza sentirsi mai pronte per metterla in pratica.

È meraviglioso poi quando queste persone sono psicologhe, per cui un paio di domande dovrebbero farsele, e cercare di darsi delle risposte, di cercarle, quelle sì…! E invece. 

Viviamo nell’incertezza e quando ci accingiamo a fare qualcosa di nuovo vorremmo il paracadute, la rete di sicurezza, qualcun altro vicino… Tanti appoggi e appigli, a volte troppi. Credo che quando succede sia un campanello d’allarme, che ci porta all’attenzione qualcosa che non va, qualche sassolino nella scarpa che dobbiamo toglierci, prima di iniziare a correre. 

Certo poi, questa moderna usanza di studiare tutto sui banchi di scuola, contrapposto a quello che una volta era per esempio l’andare a bottega, aiuta per niente. Le mani in pasta non si mettono mai o poco, e quando è ora di fare la pizza si ha il terrore che non lieviti. Ma se non la si fa affatto, non si mangia la pizza. E nessuno può vivere bene senza pizza. 

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Sono una brutta persona

Però quando arrivo sul treno e il mio sedile è occupato e gli occupanti non si fanno assolutamente  il minimo problema, vorrei lanciarli tutti fuori dal finestrino in corsa. 

Eppoi: “è un problemaaaaa?!”

No si figuri ci godo a non sedermi sul mio posto e ad avere le gambe di suo marito stravaccate davanti alle mie impedendomi di stiracchiarmi. Meglio della mattina di Natale con i biscotti smangiucchiati.  

Ma sedersi sul proprio posto non ve piaceva eh? O chiedere scusa dopo avermi pestato i piedi l’ennesima volta. No tranquilli, fate come foste a casa vostra.