Funny how it looks so big from here

  

Sono le undici di venerdì sera. 

Sul gruppo whatsapp di lavoro – più di 10 partecipanti – una ha avuto l’audacia di fare la passiva aggressiva nei miei confronti. Delusional. 

Però dalla disperazione ho dovuto alzare il volume della musica e mi sono dovuta quindi trasferire dal letto al pavimento. Sempre il solito parquet – un altro, il “mio” stavolta.  
Così con le mie belle cuffie rosa pallido e la musica troppo alta e il suono troppo poco limpido, la schiena contro la cassettiera Ikea (tutta tutta, alla faccia dello stretching!) guardo il mio letto che di solito non mi sembra così grande ma stasera, da sola ai piedi di tutto, mi sembra enorme. 

E allora mi avvolgo nei pensieri e tiro fuori dell’armadio LA maglietta, e so che non vuol dire nulla ma voglio lo stesso dormire nel sudaticcio abbraccio di poliestere di chi, almeno per un momento, mi ha pensata. 

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It’s just too hard to deal with people 

Analista oggi che cercava di farmi capire che gli altri ci sono ma non per essere dei capi espiatori. Non sono ancora convinta. 

A volte credo che questa cosa di essere psicologa e crederci mi prevenga da urlare MA VATTENE AFFANCULO alla gente. E invece vorrei strapparmi i capelli e farmi male dalla frustrazione delle persone che non affrontano i problemi ma anzi ci guardano attraverso e fissano il vuoto. 

E come sempre sto zitta e prego nel karma. 

Le catanesi creatrici dell’eco tessuto vitaminico fatto con gli scarti delle arance vincono la Elle Impact2 For Women Award 

Non vedo l’ora di poter indossare sottovesti di arance anziché di seta!!!

Acicastello Informa

Due ragazze catanesi, con la voglia di rivoluzionare il mondo della moda grazie al loro tessuto ecosostenibile, hanno vinto la prima edizione italiana del premio per l’imprenditoria sostenibile femminile voluto da ELLE e Le Comptoir de l’Innovation con il sostegno del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Un’altra vittoria per la Orange Fiber dopo tante altre, tra le quali quella della Global Change Award 2015. Le giovanissime sono state premiate a febbraio 2016 dalla Principessa Victoria di Svezia per essere tra i 5 vincitori della competizione con un premio di 150.000 euro.

Le ragazze hanno creato un tessuto ecosostenibile, ricavato dagli scarti delle arance siciliane, che grazie alle nanotecnologie rilascia vitamina C sulla pelle.

Sempre più spesso si sente parlare di tessuti e colori che danneggiano la pelle, le due siciliane combattono per rivoluzionare il mondo della moda in modo sostenibile con un tessuto che fa bene non solo all’ambiente ma anche a…

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Abbiate paura. 

Parrebbe che oggi si voglia tutto e subito. Che non si voglia soffrire. Non si voglia dolore. Ma perché? 

Eppoi evitarlo fino al punto di non ricordarsi com’è, di com’è averlo vicino – per un po’, perché nulla dura  per sempre. 

E allora subentra la paura, sotto soglia, costante, una leggerissima brezza che non avverti finché un giorno ti svegli col mal di gola. 

Paura di soffrire, paura che sia oltre le nostre capacità, paura perché è tanto che un dolore fisico, vero, non lo proviamo se non per i tre minuti del tempo d’azione di moment akt. Il dolore ormai è un’esperienza da cui scappare in preda all’orrore, come se, se ci prendesse, sarebbe la fine. 

Resta forse il dolore mentale.

Forse. 

Perché siamo nervosi e ci fumiamo una cicca, siamo in ansia e ci prendiamo la valeriana, siamo tristi e ci attacchiamo alla bottiglia. Tutto pur di ingannare il dolore, o meglio ingannare noi stessi. 

Are you stupid?

Mi riferisco a voi.

A voi fumatori che sapete che se non morite prima di incidente stradale il fumo sarà la causa (diretta o indiretta) della vostra morte.

A voi, più o meno giovani, che vi fate vari tipi di droghe, che sapete che slatentizzano le patologie psichiatriche… e allora diventate pazzi.