Special needs 

Che poi vogliamo tutti essere speciali. Vogliamo tutti il ti amo, e se fossiamo i soli e gli unici sarebbe bene. Se poi fossimo pure l’unico grande amore della vita di qualcuno, meglio. Certo dovrebbe essere un qualcuno speciale e degno (e non stalker possibilmente). E invece no non siamo speciali nemmeno per noi stessi. E allora anche essere speciali per qualcun altro non è mica facile. Chissà di chi è causa poi. Nostra che non siamo amabili o dell’altro che non è capace di amarci?

O non vuole. 

E lo sai. E lo sa.

Ma non si dice.  Zitti zitti che forse ci riusciamo a godere un’altra serata prima di rovinare tutto dicendo la verità. 

Annunci

Scuse. 

Lo dicono sempre che la conoscenza che si acquisisce in analisi è personale e rilevante solo per chi ci è implicato, quindi ovviamente non posso andare a piangere le mie scoperte a Felpa Bordeaux pensando pure che questo comprenda qualcosa, o gliene freghi. 

E lui continua con le sue piccole e grandi (dis)attenzioni, e io continuo a prendermela, e lui continua a scusarsi, dopo

Ma dopo che?! A che vale?! Se continui a rifare gli stessi errori nei miei confronti, allora non sono io che scappo per paura di essere lasciata, ma forse avrei anche le mie buone ragioni se lo facessi. E se rifai gli stessi errori, evidentemente non ti fai turbare dalle conseguenze come me. Allora forse il tuo inconscio ci sta dicendo qualcosa e non vogliamo ascoltarlo?

Day 0.

Eh vabbè volevo controllare che mangiare cioccolata non mi facesse guarire: oggi ancora no, vediamo domani … Magari serve la notte perché faccia effetto il principio attivo…

Insomma ho mangiato chili di Ciocorì e Reese’s e quando alle otto è finalmente arrivato Felpa Bordeaux, gli ho detto di decorare l’albero che mia zia ci ha preso, lui ha iniziato e poi lamentandosi degli aghi pungenti, ha smesso lasciandomi sola (e malaticcia) a finire. 

Prove pratiche di maternità. 

Day 2.

Automedicazioni.

Non sono molto convinta dei poteri dell’alcol, sono contro le droghe e quindi proviamo con un’alternativa “hippy” !

Non sapendo dove andare a sbattere la testa, ho deciso di provare l’ultima cosa che non avevo mai provato, e avrei giurato l’ultima cosa sulla faccia della terra che io potessi provare: diventare sugar free!

Ecco, io che non vivo senza cioccolata, ho deciso di provare a eliminare gli zuccheri semplici (non mi è ancora chiaro se il miele rientri tra questi…), visto che fanno tanto male, chissà, magari fanno male anche alla mente oltre che al corpo, d’altronde lo sanno tutti che mens sana in corpore sano e bla bla bla.

Bah, proviamo! Credo non passerà molto prima che io sogni di inseguire il tiramisù di nonna attraverso prati di mikado al latte.

Stavolta è diverso.

Il primo passo è ammettere di avere un problema.

Quando è morta mia nonna, e c’è stata la discussione con Felpa Bordeaux sul convivere, gli ho detto che era un periodo così, che però quando mi fossi rimessa in sesto, in un posto mio (o quasi), sarebbe andata meglio.

To’ guarda che sorpresa, non è affatto andata così. E adesso non ho neanche più quella scusa.

Adesso sto qua seduta sulla panca, o sul tappeto, o sulle ginocchia di lui, e ancora non è cambiato niente, ancora sto sempre qua a piangere e ancora non so perché. E allora forse un problema c’è. E non è lui, sono io.