❝ Sembrerò morto, e non sarà vero ❞ [Antoine de Saint-Exupéry]

Gio. ✎

“Il Piccolo Principe” è il libro più tradotto al mondo.
Nel 1943 furono gli statunitensi i primi a pubblicarlo e a dare il via al suo straordinario successo. Tradotto in 250 lingue e stampato in oltre 134 milioni di copie in tutto il mondo, costituisce una sorta di educazione sentimentale ed è illustrata da una decina di acquerelli dell’autore stesso – Antoine de Saint-Exupéry – con disegni semplici e un po’ naïf.

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Ma Saint-Exupéry non era soltanto uno scrittore. Era un aviatore – come la voce narrante del suo libro più famoso – e un visionario, amante della vita e continuamente con la testa tra le nuvole, in tutti i suoi significati possibili.

Come capitano di complemento si arruolò nell’Armée de l’air durante la Seconda Guerra Mondiale, chiedendo il comando di una squadriglia di caccia. A causa della sua età (aveva 39 anni) e delle sue condizioni fisiche, la domanda non venne…

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Someone in Italy loves you 

Io credo che in ufficio mi tengano (anche) per il morale. D’altronde vado sempre in gonna o pantaloncini e male proprio non credo mi stiano (nonostante quello che dice mammà).

Ultimamente, essendo in chiusura d’appalto, più di qualcuno ha approfittato per tagliare la corda prima di rimanere a piedi. Uno ha presentato le dimissioni ma ancora non sono effettive. Mi chiede se io rimango. Indossa per la seconda volta in un periodo stranamente breve la stessa maglietta che qualche tempo fa gli vidi addosso e apprezzai. 

Parole a caso.

Lui basso, ma tanto carino. Mi piace guardarlo e sentirlo parlare con l’accento straniero un italiano più corretto di molti autoctoni. 

Mi manca la mia analista.

Voglio piangere. 

Eppur si muove

Alla fine se ci penso, dovrei solo alzarmi entusiasta ogni mattina e ringraziare la mia buona stella. Sono sana non sono sfruttata sono relativamente giovane ho tutti i capelli sono pure bella eppure… 

Eppure proprio un senso io non ce lo trovo. Forse ho troppo la testa piena di cosa stanno pensando gli altri di cosa ho fatto di male adesso di cosa potrei fare di male tra due minuti. 

Non mi piace pensarlo, ma forse sarebbe salutare per me staccarmi da tutti questi giudizi, da tutti questi non essere all’altezza, e forse allora avrò lo spazio per capire qualcosa e fare qualcosa senza costrizioni che mi metto io basandomi sulle supposizioni che impianto negli altri. 

Chissà. 

Ah quasi dimenticavo: ecco la metà del mio cuore 

E forse dopotutto non lo conoscevo così bene. In tutta risposta alla mia mail col cuore in mano e una freccia luminosa vicino grande come la torre di Pisa, Lui ha risposto ok grazie (per farla breve).

Ho letto la mail e non ho provato niente. Non mi ha detto niente. Mi ha assalita con la spiazzante tranquillità dell’affetto pacato e distante di chi non ti ama più. Certo la fame nel mondo è peggio, ma questo pure fa male.

Sfoghi inopportuni e invadenti

Sono partita da casa per la mia camminata di 5 km pensando a cosa dire a Felpa Bordeaux per non mandare tutto a puttane per l’ennesima volta, e alla fine del km 1 già ero a pensare al Famoso Ex. Particolare direi.

Così sono tornata a casa e ho riversato un po’ delle cose con cui vi ho tediato nell’ultimo anno – ma neanche tante – in una mail scritta e inviata. Gli effetti dell’assenza dell’analista si fanno devastanti.

Non gli ho detto tante cose però.

Forse mi vergogno pure. Già, mi vergogno di essere così fragile e infelice mentre lui, lui è fragile ma felice a modo suo. Credo. Spero.

E chissà se – no, so che mi risponderà. Ma chissà cosa mi risponderà. Mi sputerà in un occhio con la grazia del bocconiano da liceo classico o mi offrirà per l’ennesima volta la sua anima con la sola aspirazione di fare il mio bene?

Chissà se lo conosco come credo – o vorrei.

Have fun.

Sabato sera con gli amici. Yuppie. Bé divertiti. Poi ci rivediamo qui. Eh non lo so. Perché, hai intenzione di ubriacarti? Beh se esco con gli amici.

Ah. Perché adesso non si può mica uscire con gli amici e divertirsi senza alcol. Ma dove viviamo?! (A parte che l’alcol fa male, ma comunque.) Abbiamo davvero bisogno di sostanze psicotrope per divertirci?! D’ora in poi all’entrata dei locali marjuana tanto per essere sicuri. O benzodiazepine. Perché non sia mai che dobbiamo effettivamente usarlo il cervello anche nel tempo libero. Non sia mai che per stare bene con qualcuno bisogni fare uno sforzo. Tutto facile, tutto a gratis, tutto piatto, tutto bene, tutto ok.

Tutto non ok. Per me non è ok uscire e pensare “ci vuole dell’alcol”. Non va bene se non puoi ballare senza alcol in corpo. Non va bene se non puoi conoscere qualcuno senza alcol in corpo. Non va bene dover avere la scusa della cicca per attaccar bottone. Non va bene dove stiamo andando, trascinati sempre dalla solita corrente e noi sempre i soliti tronchi.

A me non va bene.

Non mi va bene che ce l’ho col mondo, e per evitare di bruciarmi anche le due (pseudo)amicizie che ho evito proprio di uscire. Con loro ma anche in generale. So che staccherei la testa a morsi metaforici al primo che osa guardarmi o addirittura parlarmi senza essere all’altezza.

Eppoi l’analista è in ferie. Queste ferie sono veramente tattiche perché adesso mi manca talmente tanto che il leggero fastidio provato prima dell’ultima seduta (che volevo annullare per semplicità, avendo straordinari da fare al lavoro), mi è totalmente passato e mi manca solo tanto tanto tanto che mi metterei in un angolino a piangere. Invece sono brava e piango anche fuori dall’angolino. Come i grandi.

With you is different

L’ho già detto che sono delicata, e così chi mi strapazzavo di coccole e su cui contavo in tutto e per tutto, appena tutto è finito, viene sbattuto fuori dalla mia vita – almeno temporaneamente. E allora non ci sono più abbracci non c’è più tifo non c’è più una spalla su cui fare quello che voglio. Poi il tempo passa e magari si diventa pseudo amici, se c’è stima e rispetto della persona, ma la funzione di impalcatura non la possono più avere. Gli abbracci non sono più gli stessi. Non li voglio neanche più. E quando magari mi vengono offerti perché capiscono che ne ho bisogno, reagisco come un tronco di quelli portati dalla corrente dei fiumi, vuoti e rigidi in balia della forza estranea.

Con te è diverso.

Anche adesso che è passato un anno (e forse sarebbe stato lo stesso sei o dieci mesi fa), i tuoi abbracci vogliono ancora dire qualcosa e li cerco ancora anche se non li trovo più dall’altro capo del letto.

Dieta circamenoquasi

Dopo cotanta assenza mi pare doveroso soddisfare iL miO fan con un post serio e profondo come solo io s(apev)o fare.

Dunque eccolo.

Tempo fa scherzando a scuola con una collega di formazione cognitivo-comportamentale, che poi si è ravveduta ed è passata ai lacaniani, si discuteva della dura vita dell’analista lacaniano. Io le ho detto che per farci pubblicità e racimolare una ingente quantità di clienti, sarebbe stato sufficiente (specie visto che era prima dell’estate), venderci come alternativa vincente alla dieta nella perdita di peso. Lei, che è una persona seria e matura e grande, è stata al gioco ma io ero convinta. Avete presente tante analiste in sovrappeso?! Io no. Infatti anche lei rasenta l’anoressia.

E adesso anche io posso dire “ho perso peso: chiedimi come!”: piangendo l’anima! Funziona!

Quei famosi 5 kg che speravo di perdere un anno fa, che erano anni che non riuscivo a perdere, li sto perdendo (non ora che l’analista è in ferie…. ups), quindi yuppie per me!

Soddisfatti del mio post serissimo, profondo come il laghetto del mio paese?!